A  proposito di vaccini …..e non solo.

PORTIAMO PIU’ CONOSCENZA E MENO EMOTIVITA’ NELLE NOSTRE VITE E NELLA COMUNICAZIONE:

siamo diventati schiavi di un sistema che ci rende ripetitori automatici di false informazioni, e che soprattutto fa leva sul nostro “ basso emotivo “ per farci confondere, incazzare, gioire e cercare continuamente capri espiatori intorno a noi.
Ormai i canali social  diventano sempre più discariche emotive, nelle quali inconsapevolmente si buttano le proprie frustrazioni e peggio ancora lamentele di ogni genere, togliendo spazio all'azione costruttiva. 
A proposito di vaccini si leggono lettere assurde, anche condite di epiteti ed invettive poco piacevoli, condivise da persone apparentemente intellettuali, ma che denotano una totale mancanza di reale conoscenza. 
Abbiamo in mano il potere per cambiare la nostra vita, e invece stiamo a perdere tempo ad inveire contro il politico di turno .
O peggio ancora vedo genitori disorientati che in preda alla paura portano i loro figli a vaccinare come agnelli da macello convinti e rassegnati di non avere alternative.

In quanti  sanno che esiste un’alternativa sana ed efficace ai vaccini ?  I vaccini omeopatici non sono un’invenzione dell’ultima ora, sono una realtà consolidata e soprattutto sperimentata da moltissimi anni.
La nota più importante, a mio parere è che mentre nell’omeprofilassi sono riportate statistiche e dati, nel caso dei vaccini allopatici non esistono studi in tal senso, non essendo riconosciuti come farmaci.

Solo dopo una corretta e sana conoscenza possiamo decidere se vaccinare o no. Almeno proviamo ad andare in fondo alle cose senza fermarci ai soli titoli allarmistici dei post.

Riporto il sunto di alcuni studi con relativi dati :

 L’omeopatia nasce circa due secoli fa grazie alle intuizioni del medico tedesco Samuel Hahnemann. La prima prova dell’efficacia dei rimedi omeopatici nelle epidemie infettive l’ha data lo stesso Hahnemann nel 1798 durante un’epidemia di scarlattina. All’epoca non erano stati ancora scoperti gli antibiotici e la scarlattina mieteva vittime soprattutto tra i bambini. In base ai sintomi della scarlattina, Hahnemann scelse, sulla base della legge dei simili, un rimedio adatto, Belladonna, che si dimostrò efficace sia nel curare chi era già malato sia nel proteggere chi era sano.
La letteratura omeopatica è piena di esempi come questo e molti sono sostenuti da numeri e statistiche. Ad esempio, in pieno secolo diciannovesimo, l’inglese Dudgeon prescrisse sempre Belladonna in un’epidemia di scarlattina e ottenne i seguenti risultati: su 1646 bambini esposti al contagio solo 123 si ammalarono, cioè solo il 7.4% contro il 90% dei bambini non trattati con Belladonna. L’efficacia di questo “vaccino omeopatico” fu quindi elevata, arrivando al 92,9%. Sempre in quegli anni, l’americano Eaton fronteggiò un’epidemia di vaiolo con un rimedio, Variolinum, ricavato dalle secrezioni delle pustole di vaiolo e poi diluito e dinamizzato fino ad arrivare alla trentesima potenza. Il rimedio fu somministrato a 2806 persone, di queste 547 ebbero un contagio sicuro ma 14 soltanto svilupparono la malattia. La percentuale di efficacia fu del 97,5%.
Nel dare questi due esempi, si vede che i rimedi scelti nelle epidemie sono di due tipi: ci sono i rimedi scelti sulla scorta della similarità dei sintomi della malattia, come Belladonna, e i rimedi ottenuti da tessuti patologici prodotti dalla malattia, come Variolinum. In quest’ultimo caso, la similarità tra malattia e rimedio è massima, dato che il rimedio è ottenuto da un insieme di agenti infettanti e tessuti patologici. I rimedi di questo tipo sono detti “nosodi” e, possiamo dire, in omeopatia esiste un nosode per ogni malattia infettiva.
Nei due esempi dati, il rimedio omeopatico cura i pazienti malati e protegge i sani dall’infezione. E’ però una protezione a breve termine. Esiste, in omeopatia, anche la possibilità di dare una protezione più a lungo termine. che somministrati, secondo tempi e scadenze precise, permettono di garantire un’adeguata difesa alle malattie infettive. In questo modo, i rimedi omeopatici possono essere un’alternativa ai vaccini convenzionali.
Un altro aspetto interessante e fondamentale è che questa “vaccinazione omeopatica” non ha rischi collaterali e dà una copertura, tra l’80% e il 90%, sovrapponibile ai vaccini convenzionali.
In tempi più recenti, sono state fatte esperienze su larga scala, soprattutto in Paesi del terzo mondo, dove non ci sono le risorse economiche per campagne vaccinali “all’occidentale” e dove c’è un reale interesse a indagare nuove strategie di profilassi. Qui di seguito, suddivisi per malattia, elenco alcune di queste campagne di omeoprofilassi moderne.(8)

– Chikungunya (La Chikungunya è una malattia virale acuta, tropicale, trasmessa dalle punture di zanzara infetta, con sintomi simili a quelli dell’influenza: febbre alta, cefalea, stanchezza e, soprattutto, infiammazione delle articolazioni con importanti dolori che talora costringono il paziente ad assumere una posizione piegata nel tentativo di alleviare la sofferenza (in swahili, “chikungunya” significa “ciò che curva” o “contorce”). Nel 2006, nella regione del Kerala, in India, un gruppo di medici somministrò, in via preventiva, il rimedio Eupatorium perfoliatum. I risultati dello studio dimostrarono che nel gruppo non protetto i casi superarono il 73 %, mentre nel gruppo protetto i casi che contrassero la malattia, furono il 17%.

– Dengue (è una malattia infettiva tropicale causata da un virus trasmesso da una zanzara, si presenta con febbre, dolori articolari e muscolari, esantema simile al morbillo; in alcuni casi evolve verso una febbre emorragica che può portare a shock e morte). Nel 1996 Il Central Council of Research in Homoeopathy indiano, durante un’epidemia di Dengue a Delhi, dispose la somministrazione del nosode Dengueinum 30CH a 39.200 persone durante un’epidemia di Dengue. Dieci giorni dopo, fu osservato che solo 5 persone (lo 0.125%) avevano sviluppato sintomi lievi, mentre i restanti nessun sintomo. Solitamente, secondo le informazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incidenza media è del 50%, con picchi fino all’80%. Nel 2001, nello stato di San Paolo in Brasile, fu somministrato Eupatorium perfoliatum 30 CH, durante un’epidemia, al 40% della popolazione. L’incidenza dell’infezione nel gruppo delle persone trattate, rispetto ai non trattati, scese dell’81.5%.

L’uso dell’omeoprofilassi nello scongiurare le epidemie di Dengue è stato fatto a Cuba nel 2006, nel 2007 di nuovo nello stato di San Paolo in Brasile, nel 2008 nella contea di Macaé, vicino a Rio de Janeiro, sempre in Brasile. In quest’ultimo caso, l’incidenza della malattia, nei pazienti trattati con l’omeoprofilassi, confrontando i dati delle epidemie precedenti, scese del 93%, mentre tra i pazienti non trattati salì del 123%. Negli anni dal 2008 al 2013 ci sono state altre campagne di prevenzione in Brasile, a Cuba e in India, usando vari rimedi e sempre con ottimi risultati.

– Meningite da meningococco

Riporto, per questa malattia, un esempio per tutti. Nel 1998 ci fu un’epidemia di meningite di tipo B in Brasile. Non essendoci alcun vaccino contro il meningococco di tipo B, per immunizzare 65.826 bambini, fu usato il nosode Meningococcinum. Altri 23.539 bambini non furono invece immunizzati. I due gruppi furono tenuti sotto osservazione per dodici mesi. L’efficacia dell’omeoprofilassi fu del 95% dopo sei mesi e del 91% dopo dodici mesi. Di questa esperienza esiste un resoconto preciso pubblicato nella rivista omeopatica Homoeopathic Links (9).

– Leptospirosi (è una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, causata da spirochete del genere Leptospira, che sono trasmesse all’uomo da animali domestici e selvatici. I sintomi possono variare da lievi come mal di testa, dolori muscolari e febbre a gravi con emorragia dai polmoni o meningite; a volte c’è ittero e scompenso renale e morte). Nell’agosto 2007, il Finlay Institute 10del L’Avana, Cuba, per affrontare le epidemie di leptospirosi che annualmente, dopo il periodo dei tifoni e il conseguente inquinamento delle acque, e incapace, per mancanza di fondi, di allestire una campagna di vaccinazione con vaccini convenzionali, ripiegò su una “vaccinazione omeopatica” distribuendo due dosi di Leptospirosis nosode, da prendersi a distanza di due settimane, a due milioni e mezzo di persone, cioè agli abitanti di due province dell’isola. Dopo due settimane dalla somministrazione, il numero dei contagiati scese dell’84%, mentre nelle province dove non si era praticata l’omeoprofilassi, rimase ai valori delle epidemie degli anni precedenti. L’effetto protettivo si mantenne anche nell’anno successivo, nonostante non si fosse ripetuto il trattamento con il rimedio omeopatico. Anche nell’anno successivo il numero dei casi scese dell’84%, registrando nessun decesso, mentre nello stesso anno, tra i non trattati, salì del 22%.

– Poliomielite

Il primo caso di omeoprofilassi per la poliomielite risale all’Ottocento, quando il dottor Grimmer di Chicago trattò in via preventiva 5.000 bambini con Lathyrus sativus, un rimedio ottenuto dai semi di un legume, la cicerchia. La profilassi ebbe successo e nessun bambino si ammalò. Partendo dalla sua esperienza, in più occasioni, Lathyrus sativus fu somministrato per proteggere dall’infezione: nel 1850 in Sud-Africa furono trattati 82 bambini e nessuno contrasse l’infezione; negli anni dal 1956 al 1958, il dottor Eisfelder somministrò in via profilattica Lathyrus sativus a 6.000 bambini e di questi nessuno si ammalò o manifestò effetti collaterali. Altre due epidemie di poliomielite, questa volta nella città di Buenos Aires in Argentina, furono controllate sempre usando lo stesso rimedio. Nella prima, nel 1957, furono trattati migliaia di bambini e non si ebbe nessun caso d’infezione. Nella seconda, nel 1975, 40.000 bambini furono protetti con Lathyrus sativus e nessuno di loro fu contagiato.

L’elenco delle malattie oggetto di campagne di omeoprofilassi documentate, con cifre e statistiche, è lungo e comprende il colera, la difterite, l’influenza, la malaria, l’encefalite giapponese, l’epatite, oltre alla scarlattina e al vaiolo ricordati all’inizio dell’articolo.

                                             


        YOGA : tornare a se stessi

Pratico yoga da circa 20 anni e posso dire di aver realizzato che :

1) yoga è lo specchio della VITA,  piena di apparenti contraddizioni 
2) yoga è comprendere i propri LIMITI e superarli senza forzature
3) yoga è come un grande AMORE....puoi allontanarti per lungo tempo ma non ti abbandona
4) yoga è una una dolce ancora nei momenti di DIFFICOLTAì
5) yoga è celebrare la vita nel momento PRESENTE
6) yoga è sentire il tuo corpo come un TEMPIO
7) yoga è gioire nel sentirsi VIVI 
8) yoga è UNIONE con  l'intero Universo
9) yoga è non essere mai SOLI
10) yoga è ritrovare la propria ESSENZA  e comprendere là dove la mente non riesce 

RICORDATI CHE SOLO SE IL TUO CORPO E' IN UNIONE LA TUA ANIMA  STAI PRATICANDO YOGA, ALTRIMENTI STAI FACENDO SOLO GINNASTICA